Conobbi Michele durante una delle interviste fatte per il giornale.
Mi chiese di aiutarlo in questa impresa.
Non mi sentii di dirgli di no.
Lui mi chiedeva di urlare insieme a lui in un mondo di sordi.
Mi chiedeva di aiutarlo urlare: lui che urlare non puo' piu'
Non poteva farmi un regalo piu' bello.
Michele mi ha permesso, attraverso questo libro, di aprire insieme a lui, la finestra che lo divide fisicamente dal mondo e farne uscire un fiume di emozioni.
un fiume di emozioni che spero aiuteranno qualcuno ad apprezzare la vita come dono unico, meravglioso, magico.
Ad apprezzare il proprio stato di salute o di malattia, a far si' che la vita diventi ogni giorno nelle sue ore, nei suoi minuti, degna di essere vissuta al meglio, con il sorriso di chi ne ha colto la scia magica e mistica, un'alchimia meravigliosa quanto difficile che Michele e' riuscito, con la sua grande forza, ad applicare nonostante la sua terribile malattia.